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Le scelte dei lavoratori in materia di welfare aziendale

Il welfare aziendale prende sempre più piede anche in Italia e il recente rapporto Easy Welfare Edenred ci racconta in che modo i dipendenti e le loro famiglie possono beneficiarne.

Il welfare aziendale, se ben implementato all’interno di un’impresa, diventa un fattore fondamentale per quelle attività lavorative che ne fanno ampio uso. È quanto emerge dal rapporto Easy Welfare Edenred pubblicato lo scorso 1° luglio, all’interno del quale sono presenti diversi dati che ci fanno capire quanto questo concetto porti benefici ai dipendenti e alle loro famiglie in termini di benessere.

L’Osservatorio Easy Welfare Edenred monitora la diffusione del welfare aziendale in Italia e nel dossier sul 2019 ha analizzato i dati di oltre 1.700 aziende del nostro Paese che hanno implementato piani di flexible benefit per i propri dipendenti, raggiungendo un bacino d’utenza di 470mila persone. I flexible benefit sono una serie di beni o servizi che un’azienda mette a disposizione dei dipendenti per permettere di aumentare il proprio potere di acquisto, e, di conseguenza, anche il benessere sia personale che familiare.

Tra gli elementi di spicco analizzati nel rapporto pubblicato da Easy Welfare Edenred, che si concentra sui principali trend del settore, il consolidamento del concetto di welfare aziendale, le innovazioni implementate e le criticità, con l’obiettivo di avere un quadro il quanto più completo possibile.

Tra i dati più interessanti la crescita esponenziale dei contratti integrativi con premio di produttività: dal 2016 in poi si è passati da 9mila a oltre 54 mila contratti, il che conferma l’idea di molte aziende di andare incontro alle esigenze dei propri dipendenti. Di questi, oltre il 90% arrivano da aziende del Nord e del Centro Italia, mentre al Sud le imprese faticano ad implementare il concetto di welfare aziendale anche se si sta registrando anche nelle regioni meridionali una crescita da tenere sotto osservazione.

Secondo Luca Palermo, Amministratore Delegato di Edenred Italia, sull’aumento delle quote di welfare aziendale e flexible benefit ha inciso la crisi sanitaria ed economica dovuta alla pandemia di Covid-19: «Mai come in questo momento di emergenza sanitaria ed economica – sottolinea Palermo –, il welfare aziendale risulta, ancora una volta, fondamentale per la ripresa e lo sviluppo del sistema Paese. Garantisce infatti un insieme di iniziative e prestazioni connesse all’obiettivo di integrare il reddito delle famiglie, aumenta il benessere e il potere d’acquisto delle persone e migliora contemporaneamente la performance aziendale».

È importante sottolineare come il welfare aziendale sia per definizione una risposta del datore di lavoro ai bisogni dei propri dipendenti, come evidenziato dall’Associazione Italiana Welfare Aziendale (Aiwa). E non è un caso che in momento storico come questo il work-life balance rientri nel concetto di welfare aziendale: è infatti considerato, ad oggi, uno dei benefit più importanti, che permettono a un dipendente di migliorare il proprio benessere sul luogo di lavoro e nella sfera personale e all’impresa di avere un deciso aumento delle performance aziendali.

Dati alla mano, secondo l’analisi realizzata dall’Osservatorio Easy Welfare Edenred, è l’istruzione ad essere la voce più presente nel “paniere del welfare” con il 33,8% (rimborsi spese, iscrizione asilo, etc.), seguita dall’area ricreativa con il 22,4% (per esempio l’attività sportiva) e poi i cosiddetti fringe benefit con il 18,1%, vale a dire “benefici accessori” come mensa aziendale, buoni pasto, convenzioni con attività ristorative, carte prepagate per spese carburante o voucher mobilità.

In generale, nel 2019 i dipendenti hanno avuto a disposizione come credito di welfare aziendale 860 euro pro capite, con un +10% dal 2017 allo scorso anno. Da sottolineare che ad oggi il settore con l’importo economico maggiore in termini di welfare aziendale è quello bancario e assicurativo, con cifre che oscillano tra i 1.000 e i 2.000 euro per dipendente.

Il report Easy Welfare Edenred ci racconta anche che la quota media di flexible benefit aumenta con il crescere dell’età del dipendente e che il credito welfare medio pro capite è più elevato per le donne (920 euro contro gli 830 degli uomini), in particolare per la presenza di piani a sostegno della maternità.

In conclusione, ogni iniziativa di welfare aziendale che un’impresa mette a disposizione per i suoi dipendenti, non solo comporta dei benefici in termini economici, ma anche a livello organizzativo, mettendo il lavoratore nella migliore condizione possibile per poter svolgere la propria mansione e creare così armonia tra profitto e benessere.